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Matera 2019
 
 
 

San Pietro Barisano

San Pietro Barisano, in origine detta San Pietro de Veteribus, è la più grande chiese rupestre della città di Matera.
Le indagini archeologiche hanno permesso di individuare il primo impianto rupestre, risalente al XII–XIII secolo, al di sotto del pavimento.

Con un primo intervento di ampliamento tra XV e XVI secolo, si approfondì lo scavo della chiesa e si realizzarono le cappelle laterali. Di questi interventi resta solo la parte terminale della cappella situata dietro il secondo altare della navata destra con gli affreschi di santa Caterina d’Alessandria, dell’Annunciazione, di San Canio, Sant’Agostino, Sant’Eustachio e San Vito.
 
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Il secondo intervento di ristrutturazione, del XVIII secolo, dette alla chiesa la forma attuale: un impianto a tre navate, una nuova facciata (datata 1755) e gli ambienti sotterranei destinati alla “scolatura” dei cadaveri. Questa pratica funebre, riservata ai sacerdoti o agli aspiranti tali, consisteva nel porre i cadaveri vestiti dei paramenti sacri entro nicchie modellate nel tufo; i resti mortali venivano rimossi solo al termine della decomposizione.

Nel 1903 a causa dell’eccessiva umidità la parrocchia fu trasferita nella vicina chiesa di sant’Agostino insieme a gran parte degli arredi sacri, tra cui il fonte battesimale.

Negli anni ’60 e ’70, a seguito dell’abbandono dei Sassi, gran parte delle opere d’arte furono trafugate o danneggiate.
Percorrendo la navata destra partendo dall’entrata, si trovano:
  • l’altare di san Giuseppe, su cui era posta la pala della Sacra Famiglia, trafugata nel 1977 e di cui rimane parte della cornice lignea;
  • l’altare della Madonna della Consolazione, con l’immagine in tufo della Madonna con Bambino incoronata dagli angeli e statue di diversi santi;
  • l’altare del Santissimo Sacramento con il prezioso pavimento in maiolica.
Nella navata centrale si trovava l’altare maggiore – ligneo – datato 1771, attualmente conservato presso il deposito della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Basilicata. Visibile la cornice della pala d’altare con L’incoronazione della Vergine tra i santi Pietro e Paolo, opera dell’artista materano Giovanni Donato Oppido, datata 1603 e purtroppo trafugata nel 1977.
 
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Nella navata sinistra, partendo dal fondo, si osservano:
  • l’altare del Santissimo Crocifisso su cui era posto, entro la cornice ovale in lamina di oro ancora visibile, un Crocifisso ligneo del ‘500 attualmente collocato sull’altare maggiore della chiesa di sant’Agostino. Ai lati dell’ovale le statue in tufo della Madonna delle Grazie e di san Michele Arcangelo; in alto, la Trinità;
  • l’altare dell’Annunciazione, con statue ed arredi in tufo, gravemente danneggiato dai vandali;
  • l’altare di santa Maria Maddalena con statua di sant’Antonio da Padova.
Al termine della navata sinistra, nelle vicinanze dell’ingresso, si osserva la fossa utilizzata per la fusione di alcune delle campane in loco e l’ingresso del “Sancta Sanctorum”, la stanza in cui erano conservate le suppellettili liturgiche, i paramenti, i libri sacri e le reliquie dei santi. All’interno si possono osservare gli affreschi cinquecenteschi della Madonna con il Bambino e di san Donato vescovo.
 
Informazioni
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Biglietteria
presso la Chiesa Rupestre
San Giovanni in Monterrone
Sasso Caveoso Matera

Orari
16 marzo al 1° novembre
Dal lunedì alla domenica: dalle ore 10.00 alle ore 19.00

Dal 2 novembre al 31 marzo
Dal lunedì alla domenica : dalle ore 10.30 alle ore 13.30

Contatti
OLTRE L’ARTE
Società Cooperativa a r.l.
Via Cappuccini 15
75100 Matera (MT) - Italia

Tel.
+39 0835 314369
+39 345 9391659
+39 345 9391658

>> email
 
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