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Matera 2019
 
 
 

Irsina

Irsina, anticamente denominata Montepeloso, è un Comune della Provincia di Matera.
Si adagia su un colle in posizione panoramica, a 500 m d’altitudine, sulla media valle del Bradano. Il caratteristico paese vanta origini remote, infatti, sul centro abitato d’epoca pre-romana si sovrappose quello medievale come attestano i numerosi reperti d’età arcaica e classica scoperte nel corso del secolo scorso.
 
Irsina è circondata da un paesaggio di rara bellezza con verdi colline e rilievi coperti di rigogliosi boschi. A poca distanza dal centro abitato, in contrada degli Orti, sono ancora visibili i ruderi dell’abbazia di Santa Maria di Juso. Quest’abbazia nel 1133 fu donata da Ruggero II, che a Irsina sconfisse Tancredi di Conversano, al monastero di Casa-Dei di Clermont. I benedettini francesi ressero il monastero fino al 1370 quando Francesco I del Balzo, duca d’Andria e signore di Montepeloso, riuscì ad allontanarli. Il monastero fu soppresso nel 1452 e i suoi possedimenti furono uniti alla mensa vescovile di Montepeloso.
 
L’abitato conserva ancora parte dell’antica cinta muraria che circonda il centro storico, due torri cilindriche poste all’estremità del paese e le due antiche porte d‘accesso, Porta Maggiore detta di Sant’Eufemia e Porta Lenazza detta anche Arenacea.
Nel 1895 il consiglio comunale decise di cambiare il nome del paese da Montepeloso a Irsina.
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Passando attraverso la Porta medievale di Sant’Eufemia, difesa da un’alta torre circolare, si arriva a Piazza Garibaldi da cui si gode di un bel panorama sulla valle del Bradano. Al centro si erge maestosa la cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, ricostruita alla fine del XVIII secolo su un impianto preesistente risalente al XIII secolo.
Dell’originaria costruzione medievale resta il campanile quadrangolare arricchito da pregevoli bifore in stile gotico e la cripta ipogea. Ad essa si accede da due piccole porte ai lati del transetto che immettono nelle rispettive scalinate. Costruita in pietra locale, ha un impianto a croce greca sorretta da pilastri.
 
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La cattedrale in stile barocco, con la facciata arricchita da un portale finemente decorato, è a tre navate terminanti con absidi e transetto con cupola centrale. L’interno custodisce alcune opere d’arte di notevole pregio, in gran parte provenienti dalla donazione del presbitero e notaio irsinese Roberto De Amabilibus del 1454. Di quella donazione, sono conservate oggi in Cattedrale, oltre alla famosa statua di pietra raffigurante Sant’Eufemia, attribuita recentemente da Clara Gelao ad Andrea Mantegna, la scultura raffigurante la Madonna col Bambino, un Crocifisso ligneo di scuola donatelliana, un fonte battesimale monoblocco, un reliquiario d’argento contenente le reliquie del braccio della Santa Martire. Facevano parte della donazione anche un dipinto raffigurante Santa Eufemia, oggi esposto al museo di Capodimonte, e il dipinto della Dormitio Virginis andato perduto.

Il patrimonio della Cattedrale annovera anche il pregevole coro ligneo, finemente intagliato e sormontato da un organo a canne, alloggiato dietro l’altare, e tre dipinti su tela di Andrea Miglionico.
 
Il convento di San Francesco, malgrado non sia stata accertata la data di fondazione, è uno dei primi insediamenti francescani della Basilicata. La presenza francescana a Montepeloso è documentata già nel 1340. Fu edificato sull’area di insistenza di fortificazioni interne alla cinta muraria, di cui esistono ancora la torre quadrata, tratti di mura e torri.
L’annessa chiesa di San Francesco, che occupa il lato settentrionale del chiostro, rimaneggiata nel 1777 con l’aggiunta delle cappelle laterali e il rifacimento della facciata, presenta un portale, eretto agli inizi del XVII secolo, impreziosito da due capitelli della costruzione originaria attribuiti alla bottega di Melchiorre da Montalbano.
 
L’interno, oltre a pregevoli altari in marmo del XVIII secolo, custodisce sotto l’abside la bella cappella ipogea. Il piccolo vano rettangolare, presenta interessanti affreschi datati tra il 1370 e il 1374, raffiguranti le tappe più importanti della vita di Maria e di Gesù. Sulla volta campeggia Dio Padre circondato dai Quattro Evangelisti. Sulla parete orientale si osservano S. Francesco, la Presentazione al Tempio, la Crocifissione, l’Incoronazione della Vergine e nell’intradosso dell’arco sono ritratte Margherita del Balzo e sua figlia Antonia; sulla parete meridionale Papa Urbano V in trono, l’Ultima Cena e S. Elisabetta d’Ungheria, su quella occidentale S. Caterina d’Alessandria, S. Antonio Abate, il Trapasso della Madonna e S. Ludovico da Tolosa.
 
Nel medioevo ad Irsina, per la sua posizione strategica, si avvicendarono diversi signori tra cui Pietro Beaumont, Giovanni di Monfort, i Del Balzo nel 1347. Seguirono i Caetano d’Aragona, i Grimaldi nel 1586, i Riario di Corleto e gli Sforza-Nugent.
Tra le vie del centro storico sono visibili diversi palazzi che connotano la storia e la ricchezza delle famiglie che li hanno costruiti, posseduti e modificati. Tra i tanti si segnalano il Palazzo Ducale della famiglia Nugent con un ampio cortile e il pozzo circolare, il palazzo dei Grimaldi di Genova, posto tra la Porta di Sant’Eufemia e la Cattedrale, il seicentesco Palazzo Lanora con il caratteristico bugnato a punta di diamante in facciata e la suggestiva cantina in grotta scavata nel piano interrato.
 
La festa Patronale
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Il programma dei festeggiamenti in onore di S. Eufemia e Maria S.S. Madre della Divina Provvidenza

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