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I Sentieri della Migrazione - Matera

  20/12/2009
20 dicembre 2009 Galleria di Porta Pepice - Matera inaugurazione della mostra fotografica:
I Sentieri della Migrazione di Gaetano Plasmati.

Tratte dalla Trilogia della Transumanza, le fotografie raccontano dell’esigenza migratoria stagionale comune a popoli geograficamente e storicamente lontani. Il progetto editoriale composto di tre libri: Wodaabe il Popolo Gentile, Migratio e L’albero di Sant’Antonio è anche l’oggetto del reportage principale del numero invernale di InTransit - Fotografia in Movimento, pubblicazione che sarà presentata ufficialmente lo stesso giorno. Sarà possibile visionare i volumi e la rivista, progetto editoriale Galleria di Porta Pepice, durante il vernissage dell’evento.
 
Migratio - Sui Sentieri della Transumanza
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Uomini e animali migrano da sempre. Si spostano alla ricerca di una condizione migliore, di un luogo adeguato.
Adeguato alla riproduzione, alla nidificazione, alla caccia, al sostentamento o all’elevazione sociale. Per quanto importante sia il motivo per cui mandrie o tribù si muovano per giorni in viaggio, ancora più importante è il semplice fatto che si muovono. E la similitudine diviene fusione nella Transumanza, quando uomo e mandria divengono una entità unica che si sposta verso pascoli più verdi alla ricerca di un reciproco beneficio.
Una Tradizione che vale la pena di far rivivere come legame con il territorio e ancor di più come retaggio rurale e tradizione popolare.

Gaetano Plasmati ci accompagna in questo nuovo viaggio, con le sue foto ricche di sentimento e mai come questa volta da un legame profondo con il territorio, il suo territorio, la Basilicata.
 
Wodaabe - Il Popolo Gentile
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Ogni anno al termine della stagione delle piogge tutte le tribù Bororo provenienti dalle regioni dell’Africa Occidentale francofona convergono nella area compresa tra il villaggio di Abalak e l’oasi di Ingal. Un meeting ancestrale che ha il fine di celebrare il Geerewol: la festa della seduzione e della bellezza. Un rituale, quello del Geerewol, che perde le tracce in tempi remotissimi e che si tramanda di padre in figlio, di generazione in generazione. Durante i sette giorni di festa si rinsaldano vecchi rapporti e se ne stringono di nuovi, ma soprattutto nascono nuovi amori. La semplicità dei Woodabe e delle tradizioni rituali di questo popolo nomade si perpetuano in un territorio disastrato, afflitto da continui conflitti, dalla siccità impietosa che si affianca ad un processo di desertificazione inarrestabile e soprattutto devastato dall’avidità dei paesi occidentali che sfruttano le immense risorse petrolifere e minerarie del Sahel.

Gaetano Plasmati ci racconta una storia lunga sette giorni, come solo lui sa fare, attraverso l’obbiettivo della sua macchina fotografica. Un reportage recuperato e restaurato a distanza di 20 anni dalla sua realizzazione e che oggi rivive su queste pagine in tutto il suo vigore originale.
 
L’Albero Di Sant’Antonio - Dal Cuore del Parco a Rotonda
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La devozione di una comunità montana. Devozione nei confronti della tradizione. Devozione per un Santo amatissimo. Devozione per il territorio: magico, imponente, affascinante. Il Maggio di Rotonda è una storia di devozione, ma è anche molto di più. Le radici normanne del rito, la veste religiosa che lo pervade, il trasporto totale che vivono i partecipanti e soprattutto la fisicità estrema di questa festa la rende un’esperienza impareggiabile a cavallo tra sacro e profano.

Un evento che dovrebbe ricordarci quanto sia forte il legame che l’uomo ancora nutre nei confronti di quei “misteri” antichi che ne hanno illuminate le origini. Tutto nel “matrimonio arboreo” festeggiato ai piedi del Pollino è mistico: ogni singola goccia di sudore che imperla la fronte dei mandriani è carica di ricordi antichi. I colpi d’ascia che abbattono l’abete prescelto sono sicuri di movimenti tramandati di padre in figlio per generazioni.

E infine l’urlo liberatorio e beneaugurante rivolto al Santo, il “Viva Sant’Antonio” che accompagna ogni attimo della festa sino alla sua conclusione è il sunto definitivo di quella già citata devozione che muove e anima una comunità per sette giorni. Gaetano Plasmati ci racconta questo rito antico con le sue foto, in un volume pieno di pathos e di emozioni, nel tentativo di documentare almeno una parte di quell’amore antico che è alla base del Maggio.

Testi di Bruno Pantone
 
Informazioni
I Sentieri della Migrazione
Mostra Fotografica

Fotografie
Gaetano Plasmati

Galleria di Porta Pepice
Via delle Beccherie, 55
Matera

>> galleriaportapepice.it
 
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