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Vaglio Basilicata

Vaglio Basilicata è un Comune di 2.320 abitanti a 954 metri sul livello del mare in provincia di Potenza, si trova a pochi chilometri dal capoluogo.

Antico feudo appartenne a diversi Signori che si sono avvicendati al potere fin dal ’200 dopo che l’antico insediamento fu distrutto dagli angioini. Dista pochi chilometri dal capoluogo di Regione il quale pare ebbe le sue antiche origini in epoca neolitica proprio in località Serra di Vaglio. Ancora oggi Vaglio conserva buona parte della sua antica architettura spontanea.

La Chiesa Madre: dedicata a San Pietro è di impianto cinquecentesco e conserva nel suo interno opere come la Madonna del Rosario (1582) e la Sacra Famiglia (1580) dell’artista Antonio Stabile. Alle spalle dell’Altare Maggiore si può ammirare un interessante scolpito in fondo al quale v’è una natività del De Laurentis risalente al primo triennio del 1600.

L’ex Convento di Sant’Antonio Abate: con l’annessa Chiesa a navata unica mostra sull’altare maggiore una scultura del Santo del XVII secolo ed alcune tele del 1600 di Francesco Paterno e Attilio De Laurentis.
Nel suo interno emergono per policromia sei altari nonché il pulpito, la cantoria e la grata monastica. Interessante è la facciata principale della Chiesa ed il portale del 1636.
La Chiesa di San Donato: Piccolo ma grazioso edificio in pietra costruito nel 1553, conserva nel suo interno una statua del Santo del cinquecento ed un altare intagliato del 1587.

A Serra di Vaglio: distante circa 4 Km dal centro abitato sono stati rinvenuti i resti di un insediamento indigeno risalente ad un periodo compreso tra il X ed il III sec. a.C. Qui, oltre a fondazioni di antiche abitazioni è visibile una fortificazione costruita con blocchi di pietra a secco e lunga circa 7 Km (VI sec. a.C.) mentre nella zona più a valle sono state rinvenute alcune sepolture appartenuti a nobili e guerrieri come dimostrano le fibule, i gioielli e le acconciature femminili nonché le armature le bordature per cavalli. Poco più a nord di Vaglio, in località Macchia di Rossano, è stato rinvenuto un complesso sacrale monumentale del IV sec. a.C. dedicato alla Dea Mefitis. In questo tempio oltre alle pratiche religiose si tenevano anche funzioni di carattere politico-sociale che interessavano molte popolazioni indigene del territorio.

La maggior parte degli scavi a Serra di Vaglio e Rossano ebbero inizio solo intorno alla metà del secolo scorso ed a parere di esperti, pare che molto è ancora da scoprire. Vaglio è sicuramente uno dei centri Lucani più importante dal punto di vista archeologico e molti sono gli studiosi (anche stranieri) interessati a questo patrimonio culturale che, ancor più che alla nostra Regione, al mondo.
 
La Città
La sua vecchia denominazione è la Terra di Balio e la prima attestazione risale alla seconda metà del 1200 quando fu distrutta dalle truppe Angioine. In seguito è stata posseduta da diverse famiglie feudatarie.

Da visitare
La Chiesa Madre di San Paolo Apostolo risalente al 1400 (conserva il corpo di San Faustino Martire, patrono del paese) L’ex Convento di Sant’Antonio con un pregievole portale in legno risalente al 1636 con l’annessa Chiesa (la Chiesa contiene tele ed affreschi del 1600).
La bella Fontana ottocentesca (nella Piazza principale). Il Palazzo Tamburrino con caratteristiche Medioevali con incorporata la Porta Fortificata.
La Chiesa di San Donato (costruzione in pietra) risalente al 1553 (conserva un altare intagliato in legno dello Stabile).
La Chiesetta rurale della Madonna di Rossano rifatta nell’800 (conserva una scultura lapidea del secolo XV-XVI (Località Macchia di Rossano).
Scavi di Serra di Vaglio (proseguire sulla Strada Provinciale per Ciscarelle) dove esisteva un abitato indigeno e Rossano, santuario della Dea Mefitis risalente al secolo IV a. C. in una zona ricca di sorgenti d’acqua (l’abitato è racchiuso in una possente fortificazione muraria lunga quasi Km4 e formata da grossi blocchi di pietra squadrati a secco). Le Tombe risalenti alla fine del secolo VI a. C. dove sono state ritrovate armature e bardature per cavalli, gioielli femminili, monili e fibule (forse la tomba di una principessa di circa sette anni) (Località Braida).
 
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