|
 |
 |
 |
|
 |
Federico Valicenti
Basilicata terra di tartufi. Questo è il risultato del convegno tenuto a Corleto Perticara (PZ) il trenta giugno. Convegno che ha voluto ribadire la necessità della ricerca e della conoscenza delle eccellenze gastronomiche che danno valore a questa nostra piccola ma grande Regione. Non esiste una particolare tradizione gastronomica del tartufo, ma può rappresentare una risorsa per la piccola economia delle zone interne montane. Nelle aree interne, sia collinari che montane, si trovano abbondantemente i tartufi chiamati scorzone estivo, il bianchetto e quello invernale. Nelle zone più umide non è difficile trovare il bianco pregiato. La valorizzazione di questo tubero potrebbe essere un veicolo di conoscenza dell’intero territorio. >> Continua |
 |
|
 |
|
 |
Francesco Marano docente di Etnografia all’Università della Basilicata
Pasqua non è soltanto il culmine di celebrazioni religiose che cominciano con la Quaresima e si protraggono fino alla Settimana Santa. È anche la fine di un periodo di magro, o addirittura di digiuni per i cristiani più devoti, cominciato alla fine del Carnevale.
Ma per tutti le celebrazioni pasquali si collocano in un importante momento di passaggio calendariale: in questo momento sta entrando la primavera, la vegetazione si risveglia e procede più speditamente verso la crescita. Analogamente i sepolcri, i bianchi germogli di grano tenuti al buio fino al momento dell’offerta in chiesa, rappresentano un’azione propiziatoria per la rinascita della vegetazione. >> Continua |
 |
|
 |
|
 |
Federico Valicenti
Mentre l’economia globale tende a stritolare le diversità omogeneizzandole, rendendo tutto uguale e asettico, inodore, insapore, la Basilicata del cibo e delle tradizioni si ritaglia uno spazio nell’economia della memoria e della cultura.
Auguri ad una Basilicata fatta di uomini e donne, consapevoli che il cibo crea legami e desideri nella vita dei propri paesi e che non si può far finta che non sia vero.
E’ un corpus culturale immenso che non vuole più essere sottovalutato, che va stimolato e preservato. Il cibo lucano è la storia, la tradizione, l’artigianato, la cultura del territorio, degli oggetti. Chi non ha memoria di se stesso, della sua cultura non se ne cura, si lascia morire, deperire e getta via come se fosse un fardello.
>> Continua |
 |
|
 |
|
|
|
 |
|